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Così, fin dagli anni Venti la storia di padre Pio si intrecciò strettamente con la storia della Chiesa e con la storia d'Italia. Denigrato dal frate-medico Agostino Gemelli, e quasi perseguitato dai presuli del Sant'Uffizio, il cappuccino con le stigmate trovò potenti difensori all'interno del Partito nazionale fascista. Seguirono decenni di vicende gravi e perfino rocambolesche, tra conversioni e ritorsioni, pellegrinaggi e sciacallaggi, congiure ed abiure, finché l'avvento al soglio pontificio di Pio XII non permise il pieno dispiegarsi del culto garganico. Ma neppure allora la storia poté dirsi finita. Giovanni XXIII scatenò contro padre Pio un'ultima offensiva, prima che il papa polacco ne riconoscesse le virtú e lo elevasse agli altari.
Tutto a Istanbul è inestricabilmente legato, e come in un sogno tutto può assumere un altro significato e ogni nome diventare pseudonimo. Celal è un giornalista importante, amato e odiato, ma comunque molto letto. Dice di sé che avrebbe preferito occuparsi soltanto di argomenti solenni, battaglie decisive e amori infelici. Si ritrova invece a essere uno scrittore 'pittoresco', impegnato in un'opera enciclopedica di ricostruzione della città, attraverso gli oggetti della modernità dai nomi occidentali e quelli polverosi e mezzi rotti della tradizione ("le cose che ci siamo lasciati alle spalle"). Ma Celal non può aiutare Galip nella sua indagine perché è scomparso anche lui. Il giovane avvocato s'improvvisa detective e cerca la moglie e il giornalista senza troppa convinzione, o forse con la paura di scoprire ciò che non vorrebbe mai venire a sapere. Forse il suo destino è già tutto contenuto nelle vecchie puntate della rubrica di Celal, forse quei pezzi sul "Milliyet " contengono la storia presente e futura della città e di tutti i suoi abitanti. Pubblicato nel 1990 e tradotto in questa edizione per la prima volta dall'originale, "Il libro nero" è il romanzo con cui Orhan Pamuk si è imposto all'attenzione dei lettori di tutto il mondo. Conferendogli il Premio Nobel per la letteratura 2006, i membri dell'Accademia svedese hanno scritto che ""Il libro nero" è un'odissea attraverso un'Istanbul notturna piena di geni e presenze impalpabili, una città dove le storie inventate sembrano piú credibili di quelle vere, e la verità è un'ombra sul muro".
Come cittadino, afferma che il Cristianesimo ha costituito non la molla del pensiero democratico e scientifico europeo, bensì il freno che ne ha gravemente soffocato lo sviluppo civile e morale, e ritiene che l'anticlericalismo sia oggi più una difesa della laicità dello Stato che un attacco alla religione della Chiesa. Come autore, infine, legge l'Antico e il Nuovo Testamento e le successive elaborazioni dogmatiche della Chiesa per svelarne, con una critica tanto serrata quanto avvincente, non soltanto le incongruenze logiche ma anche le infondatezze storiche, dando alla Ragione ciò che è della Ragione e facendo emergere dai testi la Verità: ovvero, dice Odifreddi, che "Mosè, Gesù e il Papa sono nudi".
una sorta di inferno governato da un direttore crudele, dove si è rifugiato a lavorare il giovane medico protagonista. Attorno all'ospedale impazza l'altro inferno, quello spietato dell'occupazione nazista. A un certo punto, alla ricerca di alcuni ebrei che si sospetta si facciano passare per malati di mente, questo secondo inferno abbatte le porte del primo. Tale descrizione della guerra, associata a quelle di pratiche crudeli verso i malati di mente, non piacque alla censura polacca.
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CESARE PAPIANI - AUTORE |
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| Cesare Papiani è, ormai da molti anni, autore di racconti brevi e poesie. Un po' di chiacchiere che occupino spazio e magari altre chiacchiere. Una recensione di alcuni dei suoi ultimi lavori è disponibile al sito ... | |
Alcuni dei suoi testi sono stati messi in scena dall'attore e regista Gabriele Goria. In questo periodo sono in tournée
teatrale le seguenti sue opere:"La Notte delle Vole" (con Gabriele Goria e Maija Rissanen; regia di Gabriele Goria), e "Luna Park" (con Gabriele Goria e Maija Rissanen; regia di Gabriele Goria) presso la compagnia Anna Bolens. “Il re e il prigioniero”, “Facce Note”, “L’Ascensore”, “Luna Park”, “Il suo Odore”, “Nella Pozza”, “Il Giorno delle Vole”: questi i titoli dei racconti scelti per andare a comporre lo spettacolo “Luna Park”. Ognuno di essi si presta a una doppia lettura: da un lato storie fantastiche, talvolta piccoli quadri che dipingono uno stato d’animo; dall’altro ecco apparire, sotto la superficie narrativa, un’apertura sugli interrogativi ultimi della vita. Il tutto dosato con intelligenza da una accattivante e umanissima ironia. Mantenendo intatti i testi originali, i racconti si presentano a modo di brevi monologhi. La cornice musicale, creata ad arte daDavide Jervolino, accompagnerà lo spettatore in un viaggio che vedrà alternarsi atmosfere di sogno, storie quotidiane, ricordi lontani. Gabriele Goria (diplomato presso l'Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, Roma) è accompagnato sulla scena da Maija Rissanen, attrice e cantante lirica finlandese. |
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